Sutra della Liberazione

La Visione che ispira tutto il lavoro della Oneness è liberare l’uomo. Renderlo libero. Tuttavia stiamo parlando di una libertà totale, ovvero, senza condizioni. 
Baghavan descrive questo viaggio nel Verso o Sutra chiamato il “Sutra della Liberazione”, quello che si ascolta  sempre alla fine di ogni Oneness Meditation.
Il suo significato è profondo e sintetizza in modo completo il viaggio del  Risveglio.  
Moksho Nama Jeevasya Vimuktihi Yethasmaat 
Indreeyanaam Vimuktihi Yethasmaat
Ahamkarat Vimuktihi Yethasmaat
Manaso Vimuktihi Yethasmaat
Gnyanasya Bandhat Vimuktihi Yethasmaat
Samskrte Bandhat Vimuktihi Yethasmaat
Samajasya Bandhat Vimuktihi Yethasmaat 
Karmano Bandhat Vimuktihi 
Iti Satyam Satyameva Satyam 
Iti Satyam Satyameva Satyam 
Iti Satyam Satyameva Satyam 

Liberazione dal Lavoro 
Liberazione dal Lavoro vuol dire, liberazione della tirannia che esercita il lavoro quando nasce da uno stato di “essere insoddisfatto, non pieno o non vuoto”.  Ad un primo livello, Liberazione dal lavoro presuppone amare quello che si fa, lo fai semplicemente perché è quello che ami. Lavori ma sei libero “dal peso del dovere” associato al lavorare … Non c’è più dovere, c’è autentico piacere in quello che fai. 
Ad un secondo livello ancora più profondo, bisogna distinguere fra attività e azione. Attività è tutto ciò che facciamo come modo per riempire il vuoto o il dolore prodotto del senso di separazione. In generale stiamo parlando di tutto ciò che è fatto come un modo per raggiungere un fine. Lavori, cucini, pulisci, lavi, preghi perché hai un bisogno psicologico dietro, che cerchi di soddisfare. 
L’attività è uno dei 2 modi per scappare dal proprio dolore … O si scappa da esso attraverso attività psicologica (spiegazioni, giustificazioni, teorie, analisi, ecc) o si scappa attraverso attività fisica, ovvero, attraverso impegni. 
L’azione invece avviene quando non c’è un proposito o una ricerca di un raggiungimento oltre l’azione in se. Ovvero, c’è solo un fine fisico e funzionale ma non c’è un fine psicologico. Così come la respirazione, non si respira per raggiungere nulla. Solo si respira e basta. A questo livello, quello che fai diventa  fine a se stesso. Come fanno i bambini piccoli. Le loro azioni non hanno uno scopo. Semplicemente sono, sono una manifestazione dell’Essere. 
L’esperienza fine a se stessa nasce da uno stato interiore di libertà che non è il risultato di determinate condizioni, azioni o sforzo. L’autentica azione accade sempre senza sforzo psicologico. 
Liberazione dalla Società 
In senso ultimo siamo presi dal concetto di libertà in se stesso. E’ una percezione comune e generalizzata che la libertà si raggiunge attraverso l’azione. Un’azione  che va contro un sistema o contro un set di norme prestabilite,  che chiamiamo società e che ti opprimono.  La libertà non è un qualcosa che si raggiunge attraverso un’azione esteriore, ma uno stato interiore dove le tue riposte non sorgono più dalla paura, ne dalle cariche ne dai programmi personali. Non c’è un reagire  contro nessuna struttura, legge o valore che  la società difende o fa suo. La libertà non è una rivolta contro qualcosa. E’ uno stato senza opposto.

Le norme non ti soffocano più, piuttosto fai uso delle norme per muoverti ed esprimerti nel mondo.
Liberazione dalla società significa muoversi sapendo che le forme sono un gioco. Il modo di vestirsi è un gioco, usare capelli lunghi o corti è un gioco, essere italiano o tedesco è un altro gioco. Essere del Milan o della Juve è un gioco. La classe sociale è un gioco. Niente di queste cose possono definirti. Ovvero, non c’è una identità personale che definisce se stessa in base a parametri sociali di nessun tipo. C’è solo la dinamica o gioco “di ruolo”, ovvero, a seconda del momento e circostanze c’è un ruolo da giocare e mettere in motto. Ma tu non sei il ruolo, non c’è nessuna identificazione con il ruolo. 
Liberazione dal Condizionamento 
La propria vita, si svolge e si manifesta, determinata dai 3 livelli di programmazione : primaria, secondaria e terziaria. La primaria è quella che va dal momento del concepimento fino alle prime  6 ore dopo il parto. La secondaria da li fino ai 6 anni. La terziaria dai 6 anni fino ai 12. Le esperienze di vita e le percezioni sviluppate in questo periodo determinano il destino di una persona, la salute, le scelte, il rapporto di coppia, l’avere o no dei figli, il tipo di lavoro, il soldi, ecc. 
In questo periodo si sono create le impronte della vita adulta. Qui si attivano le  cariche emotive e i programmi di vita. Liberazione dal condizionamento è il processo di sciogliere le ferite attraverso l’arte della sofferenza e l’annullamento dell’influenza dei programmi attraverso l’integrità interiore che porta alla libertà di vivere quello che c’è. 
Il condizionamento c’è ma non può più fare uso della tua esperienza, meglio, dell’esperienza. Ovvero se sei italiano, morirai italiano, ma questo non fa uso della qualità della tua esperienza. Il tuo passato c’è ma è morto e non modella più il tuo presente. Le memorie non hanno una carica per te. Sei libero per fare esperienza del presente momento dopo momento. Questo essere libero dal condizionamento non è non avere più condizionamenti ne uno sforzo per annullare i propri condizionamenti. 

Il fenomeno della liberazione del condizionamento ha la sua base nel essere in contatto con quello che c’è, senza nessun filtro o forma di interpretazione di quello che c’è. 
Liberazione dalla Conoscenza  
Idee come il capitalismo, eguaglianza, nazionalità, religione, governo, libero arbitrio,  destino, inferno, bene, male, Dio ecc si sono sviluppati nella storia dell’uomo da millenni. Queste idee  hanno vita propria e fanno uso dell’uomo per la loro sopravvivenza. Entrano in te come un pensiero, e colorano ogni esperienza. Nei loro confronti sei un prigioniero, che non sa di esserlo.
Quando si parla di liberazione della conoscenza, si parla di liberazione del peso dei concetti e delle idee che fanno uso di te (tuo sperimentare) e che ti dividono internamente o ti dividono rispetto ad un altro con idee diverse ; e non di una liberazione delle idee e concetti in se stessi. Quando la conoscenza non si traduce in una esperienza personale diventa un fardello, un vero ostacolo all’esperienza in se, ti divide. 
La conoscenza che è uno ostacolo per lo sperimentare,  è un peso che non ti permette di vivere. Una verità che non è la tua verità, ovvero che non è stata verificata e sperimentata personalmente è spazzatura mentale. Quindi deve essere lasciata andare.

Liberazione della conoscenza è il processo di continuo disimparare le proprie conclusioni, i propri giudizi e le proprie idee. 
Tutti i fanatismi e i dogmi religiosi, di partito, di squadra, di genere (donne vs uomini), filosofici, medici, ecc sono una manifestazione di una mente dominata e ossessionata dai concetti. Concetti che non vengono usati ma che fanno uso dell’esperienza vissuta. 
Da non dimenticare, che anche la scienza sta scoprendo negli ultimi anni, che la vita viene prima dell’intelletto.  Detto in altro modo, il fenomeno della vita come un tutto, l’atto di vivere o sperimentare precede la spiegazione dell’origine delle cose, o del senso dell’esistenza. L’atto di vivere precede l’atto del pensare. L’esperienza precede la conoscenza, perché è un fenomeno biologico e neuronale. 
L’esperienza in se è la base stessa dell’esplorazione scientifica e filosofica della coscienza. Per tanto la spiegazione (conoscenza) è sempre posteriore/secondaria (viene dopo) rispetto l’esperienza in se. 
Liberazione dalla Mente 
E’ il cessare del movimento di voler cambiare o fermare la mente. E’ un essere libero con la mente come strumento che viene usato quando c’è ne bisogno. Se non ce ne bisogno, non interferisce nell’esperienza attraverso l’interpretazione. Non c’è sforzo in usare questa mente o non usare la mente. Il processo è automatico. Ci si può dare attenzione in modo intenzionata al flusso di pensieri, ma questo non vuol dire dirigere i pensieri. 
I pensieri ci sono, ma non ti vivono ne possono fare uso di te, perchè non c’è più identificazione con loro. L’idea popolare ,che la liberazione della mente è una sorta di stato senza pensieri, è un’idea che assomiglia di più a uno stato vegetale che alla vera liberazione dalla mente. 
La mente e i suoi contenuti esistono e servono, ma non sono tuoi, non ti riguardano personalmente.  Sono indipendenti da te e servono nel mondo pratico, senza interferire nello sperimentare quello che c’è.  Sei un testimone del loro flusso senza nessun tipo di identificazione, rifiuto, attrazione, negazione o interpretazione. 
Il processo di dare un nome alle esperienze o alle cose avviene solo se ha uno scopo pratico, ma non psicologico. Il contenuto non è più importante, rimane solo il processo di quello che c’è come movimento costante, nuovo e imprevedibile. 
Liberazione dall’IO  (Se Stesso)
L’io è quella sensazione di esistere in modo separato dal mondo e dagli altri. E’ la radice della sofferenza umana, la divisione primaria/originaria. 
Liberazione dell’Io è la scoperta che è solo un concetto, ovvero non è reale. Non è mai stato reale! Infatti se lo cerchi vedi che non puoi trovarlo, perché “non è li”. 
Non c’è identità alcuna o persona dentro ma solo diverse personalità che emergono e scompaiono a seconda di tantissimi e infiniti fattori. Numerarli non è possibile. Perché l’IO non è reale, Bhagavan spesso dice il cuore della mente è la paura. L’IO sa di non esistere, di essere una bugia, pertanto vive nella costante paura di essere scoperto come una buffa illusione … 
L’IO è il programma base che tiene “appiccicato o incollato” tutto il resto. Senza l’IO la mente scompare perché neanche lei come struttura o contenitore esiste. Quello che esiste sono i pensieri o flussi di pensieri. Togli i pensieri, dov’ è la mente ? 
In definitiva, liberazione dall’IO è il cessare della sensazione di continuità come  identità separata dall’Universo, dagli altri, dalle circostanze, dalla vita. 
Liberazione dei sensi
Quando i pensieri non possono interferire più con l’esperienza in se è perché c’è stato un rallentamento nella coordinazione sensoriale, il senso di continuità o IO svanisce. 
Questo è in ultima istanza un fenomeno biologico e non psicologico. Perché questo accada deve avvenire una mutazione nel cervello. Si devono attivare certe parti del cervello e se devono disattivare delle altre. Se la coordinazione fra i sensi è rallentata, l’ esperienza diventa semplicemente l’input che il sistema nervoso trasmette quando i recettori sensoriali inviano dei segnali al cervello. La natura di questa trasmissione è un’esperienza di “pura energia” che nel linguaggio parlato denominiamo “gioia”, però senza una ragione psicologica dietro. Senza una spiegazione causa effetto. Ovvero, non dipende da … Detto in altre parola dipende da tutto l’intero l’Universo.
Ancora più radicalmente, come dice Bhagavan, ogni senso sperimenta le cose indipendentemente dagli altri. Se assapori c’è solo quello. Non c’è il vedere allo stesso tempo, non è possibile. Così come due persone non possono essere una sopra l’altra nello stesso posto. 
Quello che rimane è il vedere, l’ascoltare, l’odorare, l’assaporare, il toccare, senza un soggetto,una persona o un’identità che esegua questo ascoltare, odorare, toccare e vedere. Non c’è più l’oggetto esterno, ne il soggetto interno, c’è solo il processo di sperimentazione. Ovvero l’oggetto esterno, il soggetto interno e il processo sono UNO e la stessa cosa. 
Quello che rimane è la vita dei sensi oltre la dimensione mentale. 
La liberazione dei sensi è Liberazione della Vita, quello che rimane è solo la Vita … 
Liberazione della vita è Risveglio.
Scritto: Daniel Bravo
  
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