Non puoi conoscere il peso di un fardello che non porti



Non puoi conoscere il peso di un fardello che non porti…
Da un bel pò di tempo vediamo una grandissima crisi manifestarsi nei rapporti tra le persone. La crisi attuale non è una crisi finanziaria nella sua essenza, ma nel profondo una potentissima crisi delle relazioni. Un riflesso dello stato di coscienza attuale dell’uomo.
In particolare l’istituzione del matrimonio o la coppia è in serio rischio. Molto presto potrebbe diventare una specie in estinzione, se non lo è già diventato.
Quello che si vede oggi nelle giovani coppie è un grande sogno all’inizio, un voler fare e stare assieme ma dopo sembra quasi impossibile convivere con il compagno/a che si è scelto. Se la scelta è stata sbagliata fin dall’inizio (come molti giustificano) significa che stiamo vivendo tempi di un grandissimo delirio collettivo perché un’altissima percentuale sta sbagliano al momento di scegliere il compagno. C’è qualcosa che non quadra.
Negli stati uniti tra un 40 a 60% dei nuovi matrimoni finiscono in divorzio e la tendenza mondiale mostra lo stesso trend.
Se l’altro è il problema e abbiamo tutte le carte che dimostrano come l’altro non è stato flessibile, non è stato carino, non è stato sincero, non è stato leale e fedele, non è stato chiaro sin dall’inizio, “non ha dato tanto come me” o “non si è sforzato tanto come me”, non si è messo veramente in gioco e non ha voluto essere comprensivo dei miei bisogni, vi posso assicurare che anche lui/lei ha una lista di altri 10 punti validi come la vostra!! Se portiamo le liste ad un  “giudice di pace” e descriviamo il rapporto di ogni uno in base a questi “10 punti di mancanza dell’altro” la sentenza sarà: avete tutte due ragione !
Il problema di fondo che stiamo affrontando oggi nel mondo riguardo il rapporto di coppia è un altro. Cosa è veramente il partner e compagno ? Cosa ci stiamo immaginando prima di entrare in un rapporto di questo tipo? E finalmente perché ci buttiamo veramente in una relazione di coppia, qualsiasi sia la forma che questa prenda (convivere, matrimonio, ecc)?
Dopo aver percorso 15 anni di vita con il Diksha come sostegno e bastone fondamentale, ho visto tanto in me e come molti dei mie amici e compagni di viaggio, ci sono 2 elementi centrali che se ripetono: 
1- Chi sceglie veramente il compagno di vita non sei te, mai i tuoi programmi inconsci !.
Questi programmi come vediamo nei corsi per diventare DG sono antichi, provengono dall’infanza, dalle diverse esperienze di vita, dal tipo di educazione ricevuta, dal background sociale, culturale e religioso, ma soprattutto dai genitori e cosa è stato scritto nel nostro libro di vita nei primi anni assieme a loro, essenzialmente fino ai 6 anni.
2- Viviamo in uno stato di coscienza che si caratterizza essenzialmente per la “fuga”. Scappiamo dal dolore, dal conflitto, dalle situazioni spiacevoli, dalle sfide, dai momenti che abbiamo definito a priori come non belli. Non sappiamo cos’è affrontare subito il disaggio quando questo si esprime dentro di noi, ed è giusto che sia così perché nessuno ci ha insegnato a farlo !. Per tanto stiamo costruendo delle vite e facendo delle scelte che non sono integre o vere. 
Dopo di che ci troviamo inevitabilmente davanti ad un essere che ci fa vedere tutto ciò a cui abbiamo scapato nella vita e tutto ciò che ci è mancato nella vita. Amma infatti ci dice se “puoi riconoscere nella tua sofferenza la tua più grande benedizione, sei in paradiso”. 
Il compagno o partner è lo specchio veritiero che ci aiuta ad evolvere e guarire. Ad andare oltre e a diventare umili davanti all’esistenza. Il compagno è il veicolo della mano invisibile di Dio che ci sta spingendo costantemente a Risvegliare la nostra percezione quotidiana di vita ed è la porta per entrare nel regno (stato di Risveglio) e conoscere al re ( Divino personale).
La chiave per poter portare ad un altro livello questo rapporto è la propria vita è “l’arte dello sperimentare”. In particolare il disaggio, frustrazione e sofferenza dell’altro. L’altro non è un essere da capire o un problema da risolvere ma invece un mistero da scoprire e sperimentare. Quando le strade della mente e dell’intelletto evidenziano il loro limite allora siamo pronti per entrare nel regno del cuore. Un secondo di sperimentazione del malessere dell’altro basta per sanare anni di frustrazione e disaggio. 
Il processo che avvia il Diksha dentro di noi è in grado di donarci questa meravigliosa capacita di sperimentazione dell’altro e il momento presente, così come viene e come si manifesta. Il potere nascosto dietro questo arte è il miracolo che tutti stiamo cercando e di cui abbiamo bisogno per portare ad un altro livello i nostri rapporti  ed in particolare quello con il partner. Per far fiorire il nostro cuore e accedere a stati di coscienza più elevati.
Siamo disposti a riconoscere che la più grande vulnerabilità nel confronto del compagno è non sapere né capire chi è veramente questa persona davanti a noi? 
Questo primo passo è anche l’ultimo, ed è tutto ciò che dobbiamo fare, per lasciare spazio all’energia del Diksha, che sa esattamente come agire da qui in poi. 
In un darshan o incontro personale quasi 10 anni fa, Bhagavan ha detto ad un uomo d’affari: “se la tua moglie un giorno ti da uno schiaffo in faccia non c’è niente che tu deva capire. Solo devi sperimentarla”. E’ stato per me un incomprensibile “koan” durante 10 anni e solo adesso posso dire che fa senso !
Non puoi conoscere il peso di un fardello finché non lo porti …
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