Prendersi cura dell’altro

Prendersi cura di un altro curiosamente significa prendersi cura di se stessi. Non si può accettare un altro se prima non accettiamo noi stessi. Non si può amare un altro se prima non amiamo noi stessi. 

Il prendersi cura dell’altro può avvenire in vari modi in base al nostro stato di crescita interiore : c’è un modo in cui aiuti l’altro restando centrato su te stesso e un altro modo in cui aiuti l’altro sentendoti profondamente collegato ad esso.

Entrambi i modi sono buoni perchè portano un effetto positivo nelle relazioni tra le persone e nel mondo. 
Il primo modo è quello in cui aiutiamo un altro rimanendo centrati sul nostro io. Questo è lo stato che comunemente nella Oneness viene definito “essere Self-centered o centrato su se stesso” ed è la posizione che caratterizza l’uomo attuale  in cui tutto è rivolto verso se stesso. L’uomo moderno vive con un costante ritornello che canta ripetutamente : e Io ? E Io? E Io? 

Accade che quando ci prendiamo cura degli altri, spesso ci sentiamo dire che siamo bravi, buoni, che abbiamo un gran cuore e questo ci fa sentire molto bene.  Prendendoci cura degli altri riceviamo complimenti e approvazione e questo rende soddisfatto il nostro senso di identità. 

Aiuto l’altro perchè così percepisco di ricevere un vantaggio che può manifestarsi in vari modi: mantengo la sua amicizia, ricevo complimenti ,  divento indispensabile per quella persona, divento importante per quella persona, mantengo una bella immagini davanti all’altro. 

Molto spesso viviamo negando di essere centrati su noi stessi, perché abbiamo tante immagini  di noi che dobbiamo difendere e per tanto lottiamo contro il nostro naturale “essere centrati su di noi o self-centeredness”.

La conseguenza di questa lotta è che diventiamo profondamente inautentici. 

La natura dell’essere self centered è di cercare attenzione e riconoscimento. Siamo come  bimbi e abbiamo un costante bisogno di amore, attenzione e riconoscimento per essere felici. Quando questo amore, questo riconoscimento, questa attenzione non arrivano cominciamo ad urlare per poterle avere. Un ego non soddisfatto o che si “nega” metterà in atto comportamenti distruttivi per attirare l’attenzione. Questi atti distruttivi finiscono per distruggere l’armonia con noi stessi e con le persone che ci stanno attorno.

Ecco perchè aiutare essendo “centrati su se stesso o self-centered” non è criticabile, infatti, poter riconoscere questo porta all’Integrità Interiore, che a sua volta porta verità, che a sua volta porta libertà… Il Risveglio è dietro l’angolo. 
Il secondo modo è l’aiuto che puoi dare quando la tua percezione si è  risvegliata. “Il risvegliato vede il mondo come se stesso. Ama e si prende cura del mondo come di se stesso. Per il risvegliato tutte le cose sono perfette così come sono.” Ci dice Bhagavan nella frase di questa settimana.
Anche il risvegliato aiutando l’altro aiuta se stesso ma per il risvegliato non c’è nessuna differenza tra l’altro e se stesso. 

Aiuta l’altro perchè è parte di se, aiuta l’altro senza bisogno di riconoscimento, aiuta l’altro senza desiderare qualcosa in cambio. Il suo aiuto è senza motivo e anche senza condizioni.
C’è semplicemente l’aiuto o l’aiutare senza colui che aiuta. C’è semplicemente l’azione di prendersi cura e non c’è l’aspettativa di qualcos’altro.

Questo è possibile perchè ha realizzato profondamente il senso di unità/dipendenza con il tutto e non ha bisogno di gratificazioni personali.  Questa è una persona che ha trasceso la dimensione personale e  fa esperienza della vita attraverso una dimensione più espansa. 

L’aiutare l’altro in questo modo è qualcosa che non si può praticare, è un’esperienza che deve accadere naturalmente, così come accade naturalmente l’arrivo dell’alba o il pianto di un bimbo.
Cercare di praticarlo diventa violenza interiore, è come vivere in un’immagine di te stesso che non è reale, come non vedere davvero dove si è. E’ tornare al mondo delle immagini e delle maschere. 
Non vedere dove si è, è l’ignoranza che stiamo cercando di svelare in questo processo di Risveglio. La consapevolezza dell’aiuto mosso dalla ricerca di gratificazione dell’ego è invece un’arte che si può sperimentare, ed è una pratica che può portare una grande crescita, è quello che Bhagavan chiama fare l’esperienza dell’Integrità Interiore. 

Ogni volta che aiutiamo un altro abbiamo la possibilità di fare più esperienze :
– soddisfare il nostro ego e renderlo un ego tranquillo
– rendere felice un’ altra persona 
– accorgersi che la SOFFERENZA NON E’ PERSONALE
– vedere dove nasce il nostro intento di aiutare, vedere la verità di noi stessi


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