La Vita è sogno…

Osservando la nostra vita e ciò che ruota attorno a noi ci rendiamo conto ogni giorno di più di come la base di qualsiasi processo di autentica crescita personale o sviluppo spirituale sia proprio la qualità delle nostre relazioni personali. 

Effettivamente non è possibile andare molto avanti nella crescita se non siamo in grado di sistemare costantemente i nostri rapporti.

Un bellissimo esempio di questa antica saggezza, proviene dal mondo dei nativi americani. All’inizio  del “Temazcal o Inipi” (capanna sudatoria), uno dei rituali ancora  vivi nelle tradizioni Lakota, Navajo, Tolteca, Mexica e Cherokee, si invoca in modo speciale la presenza del “grande spirito” chiedendo la guarigione di tutte le relazioni. Solo dopo aver fatto questa invocazione si può entrare nello spazio sacro dove si svolge la cerimonia o rituale, secondo le particolarità di ogni tradizione. 

In questo percorso, anche noi riconosciamo questo modo di concepire il mondo, dove le relazioni sono la pietra basilare del lavoro di trasformazione personale e il Diksha l’acceleratore che attiva il processo di risveglio della persona. Quando l’altro diventa tuo maestro, quando scopri la voce invisibile della Presenza,quando trovi  il segnale che cercavi,quando accade la coincidenza  di cui avevi bisogno, la vita diventa veramente un miracolo e il paradiso non è più lontano dal tuo cuore.

Il bello è poter riconoscere che le altre persone sono lo specchio attraverso il quale possiamo vedere noi stessi e misurare veramente se stiamo applicando o no gli insegnamenti e ciò che abbiamo imparato. Qualsiasi sia la nostra scuola di pensiero,il nostro percorso o gruppo di crescita spirituale, la vita attraverso le nostre relazioni fa dei laboratori per testarci. Le nostre relazioni sono lo specchio di dove siamo  noi stessi ogni giorno. Le nostre relazioni sono solo un riflesso del nostro mondo interiore. Per tanto loro sono vuote in se stessè perchè il contenuto viene dato da te, dalla la tua storia personale, dalle tue cariche emotive, dalle tue ferite e dai tuoi desideri. 

“Il Risvegliato è vuoto e pertanto abile. Non si dovrebbe cercare di svuotare se stessi”, ci fa contemplare Bhagavan nella frase di questa settimana.  

Il senso di leggerezza e calma che si sperimenta quando si dissolve un conflitto in un rapporto, senza dover sprecare giorni interi, settimane o mesi, è un regalo incommensurabile. E stranamente questo dissolversi non proviene da uno sforzo, la verità è che è l’opposto dello sforzo. Solo a questo punto l’energia diventa disponibile per creare, per espandere te stesso, per dissolvere i tuoi nodi.. solo quando accade questo  “inizi davvero a vivere”.  

Prima, eri solo  prigioniero/a di una illusione, “il maya”, di una immagine, di una proiezione, di un qualcosa che non c’è; bloccato e perso nella fantasia delle resistenze, come cantava il poeta Calderon 500 anni fa:


“Tutti nel mondo sognano la vita
che stanno vivendo, e non lo sanno…
Cos’è la vita? una frenesia
Cos’è la vita? una illusione, 
un’ombra, una finzione, 
perché tutta la vita e sogno 
e i sogni, sogni sono. “








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